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Primo anniversario per OSNM: 365 volte GRAZIE!

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È trascorso un anno dall’apertura del nostro ambulatorio medico/infermieristico.
E’ difficile raccontare quello che facciamo ogni giorno, non solo in ambulatorio e per le
strade di Castel Volturno, ma proveremo a fare un bilancio.
In quest’anno abbiamo aperto 2 ambulatori nella Repubblica Democratica del Congo, in
particolare nelle zone del Nord e Sud Kivu, dove l’80% dei bambini soffre ancora di
malnutrizione acuta. Abbiamo portato loro le cure necessarie per far fronte a questa piaga
tramite una collaborazione con la Nutriset per poter portare loro cibo e latte terapeutico.
I nostri operatori sono presenti sul territorio per offrire assistenza continua alla popolazione
locale, dove hanno effettuato circa 3000 visite mediche nella zona del Kivu nella RDC ed
abbiamo da poco realizzato la costruzione di un pozzo in collaborazione con il
coordinamento solidale italiano.
Grazie al vostro aiuto abbiamo fornito letti per l’ospedale in Burkina Faso ed abbiamo
sostenuto l’ospedale in Costa D’Avorio fornendo aiuti sanitari.
Abbiamo sostenuto e lavorato in un villaggio in Kenya grazie ad un nostro ambulatorio
temporaneo, visitando i bambini della scuola e del villaggio.
Negli ultimi mesi abbiamo inviato aiuti sanitari in Ucraina, collaborando con la Scuola di
Cultura e Lingua Polacca “Francesco Nullo” di Lago Patria ed attraverso il sito ufficiale
degli aiuti per l’Ucraina “Help Ukraine”.
Durante quest’anno, abbiamo sostenuto circa 240 famiglie attraverso la fornitura sanitaria,
alimentare e vestiario nella nostra sede di Castel Volturno, oltre a fornire assistenza
legale, psicologica e facilitazione all’accesso ai servizi, assistenza alla genitorialità grazie
ai nostri sportelli.
Abbiamo visitato e curato circa 653 bambini, distribuendo più di 1689 farmaci di varia
natura e distribuito macchine per aerosol.
Stiamo assistendo più di 42 malati positivi all’HIV/AIDS, scoperti grazie ai nostri test e
attraverso la collaborazione di strutture ospedaliere pubbliche. 
Lavoriamo spesso per strada, fornendo assistenza alle donne vittime della tratta.
Siamo riusciti a togliere dalla strada alcune ragazze, dando loro la possibilità di cominciare
una nuova vita.
Allo stesso modo aiutiamo transessuali e attraverso la mediazione, spieghiamo loro le
malattie che potrebbero contrarre a causa del loro “lavoro” distribuendo preservativi,
mascherine, disinfettanti.
Durante la pandemia abbiamo fatto e continuiamo a fare tamponi per la rilevazione del
Sars-Cov, curando e assistendo coloro i quali risultano positivi.
Stiamo continuando a portare avanti la campagna vaccinale, come da disposizioni
ministeriali e siamo riusciti a far vaccinare circa 423 migranti, grazie al lavoro dei nostri
mediatori culturali.

Siamo sempre disponibili per spiegare come proteggersi dal Covid e dalle varie malattie
infettive. attraverso la prevenzione e distribuzione di materiale sanitario adeguato. Siamo
molto orgogliosi di aver potuto aiutare alcuni bambini autistici, attraverso la cooperazione
fra i nostri mediatori ed il nostro medico.
Abbiamo fornito assistenza ginecologica a donne che non avevano mai avuto visite
specialistiche fino a quel momento.
La prevenzione, lo sappiamo, è fondamentale nel rilevare patologie più o meno gravi, e
poter offrire questa tipologia di assistenza, per noi è davvero importante.
Inoltre i nostri donatori ci hanno aiutato nell’acquisto di 200 zaini, e tutto il materiale
necessario ai bambini per poter frequentare la scuola.
Questo, ma anche molto altro, cerchiamo di fare, ogni giorno, sul territorio.
E ‘difficile guadagnare la fiducia di queste persone, che sono ai margini della società e che
raramente vengono ascoltati.
Noi siamo felici di poterlo fare, di poter avere la possibilità di essere vicino a chi ha
bisogno.
Noi continueremo a perseguire il nostro obiettivo, che prevede l’assistenza, l’aiuto, la cura
di persone che non hanno nulla.
Questa è una piccola parte di ciò che accade ogni giorno nel nostro ambulatorio anche
grazie ai nostri donatori.
Concludiamo ricordando un episodio accadutoci alle porte della Somalia con un anziano
del villaggio:
“Come si fa a salvare il mondo?”
Lui ride, mi abbraccia e mi sussurra:
“una persona per volta!”

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