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Castel Volturno capitale delle Mafia Nera: traffico e prostituzione

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Castel Volturno è uno dei centri della cosiddetta “Mafia Nera”, mafia nigeriana, una delle più pericolose mafie nel mondo.
Giovani vittime partono dalla Nigeria con la promessa di avere una vita dignitosa,
una vita migliore, ma in realtà vengono sfruttate e schiavizzate.
Queste donne per poter partire devono avere soldi sul conto bancario,
il visto viene rilasciato con i documenti i quali, appena arrivate in Italia, vengono portati via.
Si tratta di una mafia ben strutturata ed estesa che giorno per giorno diventa ancora più forte.
In Italia, queste ragazze, verranno accolte dalla “Madam”(mamma),
la donna a sua volta nigeriana alla quale dovranno fare affidamento e alla quale dovranno dare ogni centesimo guadagnato.
Queste ragazze vengono lasciate in strada e fatte prostituire e da qui ha inizio il loro incubo.
L’agonia che le ragazze subiscono nella schiavitù sessuale, nelle fauci di coloro che hanno promesso un futuro migliore,
forse è più orribile e profonda della morte stessa.
Ogni giorno sono costrette a subire brutali torture vivendo nella paura per se stesse e per le loro famiglie,
ogni giorno sono costrette ad ascoltare minacce di morte, sono costrette a prostituirsi con decine di clienti.
I loro corpi vengono completamente mutilati.
Quotidianamente stuprate, per decine di volte, contro la loro volontà, vengono umiliate e costrette ad attraversare il terrore
e la speranza di salvare le loro famiglie che non potranno più vedere e sentire.
In un paese, a loro completamente sconosciuto, diventano vittime dei loro compatrioti.
Per noi è molto importante guadagnare la loro fiducia e lo facciamo lavorando anche per strada,
cercando di aiutare le ragazze vittime di questa tratta.
Siamo riusciti a restituire ad alcune di loro una nuova vita lontano dalla strada.
Cerchiamo di fare il possibile, ogni giorno.

1 Comment

  1. Il dramma scandaloso delle ragazze schiavizzate ormai è risaputo da anni. Sono stati trasmessi documentari anche sulla rai, oltre a testimonianze dirette di chi è come voi fortemente impegnato per salvarle: ricordo suor Rita che da Caserta venne a parlare da noi nelle montagne venete in una sera di vento e neve.
    Quindi i clienti italiani sanno il male che stanno facendo, andrebbero perseguiti in modo molto severo. Ci vorrebbe più sensibilità da parte della società civile e maggior interesse verso le persone immigrate che vengono sfruttate e maltrattate.
    Come per esempio adesso iniziano a vendere i prodotti NO CAP (no caporalato).


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